CARLO ALFANO
LA PIENEZZA DELL' ASSENZA

15 aprile - 3 giugno 2016

Venerdì 15 aprile, alle ore 19, presso lo Studio Trisorio, in via Riviera di Chiaia 215 a Napoli, sarà inaugurata una mostra di Carlo Alfano dal titolo La pienezza dell’assenza, con opere di grandi dimensioni realizzate nel decennio 1980 -1990.

In tutta l’opera di Alfano è costante una tensione a interrogarsi, a porre domande sul significato della rappresentazione, del dipingere e, in senso più filosofico, dell’esistenza umana.

Nei suoi lavori la “temporalità” è intesa come autoriflessione della durata, come ricerca di uno spazio aperto dell’essere che divida il sé dall’altro. Questo tema è affrontato in particolare nei cicli Eco-Narciso, Eco-Discesa e Figure, di cui fanno parte le opere esposte in mostra.

In Eco-Narciso, l’artista isola la figura di Narciso e, prescindendo dall’edonistico autocompiacimento del mito, cerca di cogliere l’esatto momento in cui, rispecchiandosi, la figura si scinde e diviene altro da sé, perdendo i propri confini spazio-temporali.

La duplicità è infatti un concetto fondamentale nel lavoro di Alfano, come mostrano le figure spezzate di Eco-Discesa, il primo ciclo degli anni Ottanta. Qui il doppio non è mai inteso come somma, ma come condizione di ambiguità in cui giocano il reale e il suo riflesso. Tutto oscilla fra queste due dimensioni. L’eco è una voce che va oltre la sua sorgente d’origine ma che ha sempre bisogno di una fonte: così nel quadro le due parti staccate non possono agire autonomamente. Lo spazio nero ricorrente in queste opere dà forma visibile al concetto di profondità e sulla soglia insondabile compare la figura umana. La tela tagliata sembra indicare la frattura dell’individuo, poi ricomposta attraverso una fitta trama di fili.

La scissione e la perdita di centralità dell’individuo sono rimarcate anche nei lavori successivi del ciclo Figure, dove i corpi si sdoppiano specularmente, si dividono o sono spesso rappresentati di spalle nell’atto di varcare una metaforica soglia, fino a smaterializzarsi in spazi cromaticamente densi, grigi e blu saturi, che li avvolgono.

 La mostra si potrà visitare fino al 3 giugno 2016

Biografia
Carlo Alfano (1932/1990) è nato ed è vissuto a Napoli. Fin dalle sue prime opere ha esplorato la dimensione temporale della rappresentazione. Un’opera cruciale in tal senso è Archivio delle nominazioni 1969-74 in cui una cornice metallica diventa il luogo di una raffigurazione temporale, sonora e verbale insieme: un nastro magnetico fende lo spazio e scandisce i secondi, le parole e i silenzi dei diversi autoritratti. Dalla metà degli anni Settanta, ispirato dalle opere di Caravaggio Vocazione di San Matteo e Narciso, Alfano ha dato vita a due cicli pittorici di cui fanno parte quadri come Dalla vocazione al giocatore (1977) e Eco (1976). Nel decennio 1980-90 la sua ricerca ha accentuato i toni intimistici ed esistenziali con lavori di profondo lirismo come Luce-grigio, presentata nel 1982 alla XL Biennale di Venezia, fino ad arrivare a una delle ultime opere, Camera n.1 (1987), poi donata al Museo Nazionale di Capodimonte. Nell'aprile del 2001 lo Studio Trisorio, in collaborazione con l’Archivio Alfano ha organizzato, negli spazi del Castel dell'Ovo di Napoli, la mostra Sulla Soglia esponendo opere provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed estere.


On Friday, the 15th of April at 7.00 p.m., Studio Trisorio, Riviera di Chiaia 215 in Naples, will inaugurate an exhibit of Carlo Alfano’s works entitled The Fullness of Absence. The exhibit features large scale works realized during the decade between 1980-1990.  

The constant tension in all of Alfano’s works generates an impulse to self-examination, to ponder the meaning of representation, of paintings and, in a more philosophical sense, of human existence.

In his works, “temporality” is intended as a form of self-examination of duration, much like the quest for an open space which separates our inner-selves from others. This theme is central in the Eco-Narciso, Eco-Discesa and Figure cycles which are part of the works exhibited in the show.

In Eco-Narciso, the artist isolates the figure of Narcissus and, irrespective of the hedonistic, self–complacent image in mythology, attempts to capture the exact moment in which, admiring his own reflection, his figure separates into another, lost beyond the boundaries of space and time.

Indeed, duplicity is the underlying concept in the works of Alfano, as is evident in the broken figures in Eco-Discesa,  his first cycle which dates back to the Eighties. In this work, double is never intended as a sum, but rather as a condition of ambiguity in which reality and its reflection are at play with everything vacillating between these two dimensions. Like an echo, it reverberates far beyond its source of origin yet it cannot exist without a source: thus in the painting, the two detached parts cannot act autonomously. The work’s reoccurring black space gives a visible form to the concept of depth with a human figure appearing on an unfathomable threshold. The slit canvas appears to indicate the disassemblage of an individual which has subsequently been recomposed and closely stitched with wire.

The individual’s scission and loss of centrality are also featured in the subsequent Figure cycle where the bodies are specularly split in two, are divided and are frequently viewed from behind in the act of crossing over a metaphorical threshold until dematerialising in densely coloured spaces of all-enveloping grey, saturated blue.

 The exhibit will remain open to the public until the 3rd of June, 2016.

Biography
Carlo Alfano (1932/1990) was born and lived in Naples. Since the realization of his first works, he explored the temporal dimensions of representation. In this sense, one of his crucial works is Archivio delle nominazioni 1969-74 in which a metal frame becomes the venue of a simultaneously temporal, verbal and sound depiction: a magnetic band slashes the space and marks the seconds, words and moments of silence in the various self-portraits. Since the mid-Sixties, inspired by Caravaggio’s Vocazione di San Matteo and Narciso, Alfano was prompted to create two pictorial cycles which include paintings such as Dalla vocazione al giocatore (1977) and Eco (1976). During the decade between 1980-90, his exploration accentuated intimist, existential tones in profoundly lyrical works including Luce-grigio, presented at the 1082 Venice Biennale, and continued until one of his last works, Camera n.1 (1987), which was subsequently donated to the Capodimonte National Museum in Naples. In a joint effort with the Alfano Archives, in April of 2001 Studio Trisorio organized the Sulla Soglia exhibit at Castel dell’Ovo in Naples where works from public and private collections in Italy and from abroad were shown.