Platea, chi osserva il Danubio guarda il mare.

Platea, partitura di luce per macchinari ottici e suono meccanico. Sinogoga di Šamorín

Le installazioni di Lucia Romualdi sono composizioni di luce che occupano gli spazi: cifre, diagrammi numerici, tabulati di marce e stelle. Un lirismo matematico che si avvale anche di procedimenti tipici del montaggio cinematografico.

Platea è un'opera che legge i tempi di marea di Trieste, città di tre anime, luogo di geometrico e indeterminato, passaggio di venti. È un limite, un viaggio mentale, una partenza d'acqua accompagnata dal suono e dal ritmo dei proiettori in movimento, dalla visione di un film au ralenti e dalla musica composta da Franco Donatoni in dialogo con l'opera di Lucia Romualdi: Black & White n°2 nella versione per pianoforte e pianoforte registrato, eseguita da Antonio Ballista (in prima assoluta al Palazzo delle Esposizioni di Roma, 1993). Nell'immaginario di termine platea è inteso come luogo o insieme di parole e cose poste in modo ordinato o casuale che occupano uno spazio e guardano a un luogo e presuppone un movimento vero o fittizio.
Attiva sulla scena internazionale dal 1977, Lucia Romualdi opera dal 1989 in stretto dialogo con i linguaggi musicali realizzando eventi e lavorando con compositori e musicisti contemporanei quali Franco Donadoni, Ivan Fedele, Fausto Sebastiani, Antonio Ballista, Bruno Canino, Stefano Cardi, Caudio Iacomucci.