UMBERTO MANZO
16 marzo -  aprile 1995

In questa mostra sono presentati lavori di grandi dimensioni  dove l’artista, utilizzando la tecnica fotografica e usando materiali naturali quali colle animali e colori vegetali, imprime sulla tela grezza emulsionata frammenti della propria immagine.

La presenza del proprio corpo nei lavori di Umberto Manzo va intesa come l’essere- pre, lo stare  innanzi dell’artista alla sua opera. Una presenza passionale e dunque drammatica dove l’artista pone se stesso come proprio oggetto e dunque come non-soggetto, non io, come altro da sé. Egli  infatti dà vita ad una nuova realtà che, districandosi, acquista una propria autonomia, un proprio volume, un proprio spessore, diventando un oggetto concreto che vive di vita propria. Non è dunque il riflesso di Narciso che emerge, ma piuttosto la figura di Perseo, colui che deve vedere senza essere visto, rendersi invisibile agli occhi dell’avversario che vigila.