MARISA ALBANESE
FUORI DAL GIARDINO
29 novembre 2014 - 07 gennaio 2015

Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes
sabato 29 novembre 2014 ore 11.00
fino al 7 gennaio 2015
a cura dello Studio Trisorio

 

«A partire dal Candide di Voltaire nasce il mio viaggio intorno a un mondo, il nostro, molto
lontano dall’essere il migliore dei mondi possibili. Leggendo il Candide si rimane colpiti
dall’ingenuità del protagonista e dal suo candore, poi, nel corso del romanzo, ci si accorge
che forse quella di Candide è l’ingenuità di tutti noi che di fronte ai mali del mondo,
ai conflitti che lo attraversano, preferiamo non vedere, sperare nel migliore dei mondi
possibili. La conclusione di Voltaire ci fa capire che forse l’unico modo per ottenere quel
mondo migliore sia saper coltivare, aver cura di quella parte di mondo, del giardino, che
ci è propria».

Da queste riflessioni Marisa Albanese elabora un progetto che collega il suo viaggio
per il mondo a quello di Candide e a quello che compie ogni giorno ognuno di noi. L’artista
colloca infatti tra gli arredi di gusto eclettico della casa-museo di Villa Pignatelli più
di 30 opere nate nel corso dei suoi viaggi ed esposte su strutture appositamente disegnate
dall’architetto Giovanni Francesco Frascino.

Lo sguardo dell’artista mette in evidenza le contraddizioni di un mondo che appare geograficamente
come una terra unica ma che di fatto è culturalmente diviso da barriere e
confini molto profondi, barriere fisiche ma anche mentali, tracciate da segni e parole che
esplodono nella violenza delle guerre contemporanee.

La mostra si apre nel vestibolo [1] con l’opera Lame formata dai tre libri sacri delle grandi
religioni monoteiste – la Tora, il Vangelo e il Corano, viatico da secoli di tutti i viaggi
di evangelizzazione/colonizzazione/conquista – disposti al centro del suggestivo vestibolo
circolare.
Nei tavoli-vetrina della sala delle vetrine [2] troviamo alcuni acquerelli pensati in relazione
con foto di viaggio.
Nel salotto azzurro [3] tra le fotografie d’epoca con dediche autografe degli illustri
frequentatori della Villa e il ritratto giovanile della principessa Rosina Pignatelli, l’artista
colloca ritratti in bianco e nero realizzati tra la fine degli anni Settanta e oggi nel corso dei
suoi viaggi in Oriente tra cui Cina, Thailandia, India e Malesia.
Nel salotto rosso [4] Marisa Albanese dispone Arcipelago, un gruppo di piccole sculture
in bronzo bianco disposte su un grande tavolo. In un angolo della stessa stanza una nuova
vetrina integra la simmetria degli altri tre espositori che fanno parte della collezione del
Museo, contenente quattro gruppi di piccole figure in argilla bianca sono disposte in cieca
e brugheliana processione (La parabola dei ciechi, Campo minato, Involved, Erranti).
L’opera Fioritura è posta in una delle tre vetrine, che accolgono oggetti della collezione
della Villa Museo.
Nel salotto verde [5] sono esposti i ritratti fotografici tridimensionali (Giardinieri) di alcuni
protagonisti del nostro tempo (Mahatma Gandhi, Rosa Parks e Malala Yousafzai) che
hanno dedicato la propria vita a coltivare il “giardino comune”.
Nella veranda [6] destinata a perpetuare la memoria del marito della principessa Rosina
- il principe Diego Aragona Pignatelli Cortes, duca di Monteleone – l’artista espone
un’opera in marmo Shot, e colloca l’installazione Fuori dal giardino: un’imponente struttura
percorribile di tre metri d’altezza composta da migliaia di quotidiani impilati.
Nella sala rosa [7], il trittico Colpo Mancino, Finto Oro e Legami creano una teoria di
riferimenti ai mali del mondo.
Il percorso della mostra si conclude nella toletta pompeiana [8], con un video (Fault
Line) che descrive il risalire in superficie delle bollicine d’aria che sgorgano da una sorgente
sottomarina (dell’attività vulcanica), segni di una energia nascosta che con i suoni delle
creature che animano il mondo sommerso ci portano in una diversa dimensione.

Fuori dal giardino a Villa Pignatelli vuole essere un confronto diretto con la dimensione
domestica della casa-museo. L’esposizione, organizzata dallo Studio Trisorio, è promossa
dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Entnoantropologico e
per il Polo Museale della città di Napoli e della Reggia di Caserta.

Un ringraziamento speciale va alla testata giornalistica Il Mattino per aver contribuito alla
realizzazione dell’opera Fuori dal Giardino con 30.000 quotidiani.

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MARISA ALBANESE
FUORI DAL GIARDINO

Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes
Saturday, November 29, 11 am
until January 7, 2015
curated by Studio Trisorio

«My voyage began with Voltaire’s Candide. This voyage was around a world, our world,
which is far from being the best of all possible worlds. In reading Candide, one is struck by
the protagonist’s guilelessness and his candour. However, in reading on, the idea begins to
emerge that perhaps the Candide’s guilelessness is universal to all of us who, when faced
with evils of the world and the horrors of war, prefer not to see and continue hoping for
the best of all worlds. Voltaire’s conclusion leads us to understand that the only manner in
which we can hope to obtain that world is to tend that small part of the world, that garden,
which is ours».

Immersed in these reflections, Marisa Albanese develops a project linking her travels to
those of Candide and to those which each of us embark upon every day. Indeed, the artist
has positioned more than thirty works made during the course of her travels in the midst of
the eclectic museum home of Villa Pignatelli and is exhibiting them on new elements,
specially designed for exhibit by the architect Giovanni Francesco Frascino.

The artist focuses on the contradictions of a world which geographically appears to be one,
but which, instead, is culturally divided by very profound physical and mental barriers and
borders, emphasized by signs and words which then explode into the violence of contemporary
war.
The exhibit opens in the vestibule [1] with a work entitled Lame (Blades) composed of
the three sacred books of the great monotheistic religions – the Torah, the Bible and the
Qu’ran, which for centuries served as the viaticum for all evangelization/ colonization/conquest
expeditions – positioned in the centre of the evocative circular foyer.
In the glass-paned tables along the showcases room [2] there are several water-colours
related to the travel photographs.
Among the autographed photographs of illustrious visitors to the Villa and a portrait of
Princess Rosina Pignatelli as a young woman in the blue room [3], the artist places
portraits in black and white which she has been executing since the late Seventies during
the course of her travels in the Orient, particularly in China, Thailand, India and Malaysia.
In the red room [4], Marisa Albanese will be exhibiting Arcipelago, a group of small white
bronze statues arranged on a large table. In a corner of the room is a new glass showcase,
which complements the symmetry of the other three showcases displaying pieces from the
Museum collection, and contains four groups of small figures in white clay arranged in a
blind, Brueghelian procession (La parabola dei ciechi/The Parable of the Blind, Campo
minato/Mined field, Involved, Erranti/Wanderers). The work entitled Fioritura is also situated
in one of the three showcases displaying object’s from the Museum’s collection.
On exhibit in the green room [5] are three-dimensional, photographic portraits (Giardinieri/
Gardeners) of some of the leading protagonists of our time (Mahatma Gandhi, Rosa
Parks and Malala Yousafzai) who have dedicated their lives to tending the “community
garden”.
In the veranda [6] dedicated to the memory of Princess Rosina’s husband – Prince Diego
Aragona Pignatelli Cortes, Duke of Monteleone – the artist will exhibit Shot, a work in marble,
and an installation entitled Fuori dal giardino (Outside of the garden) – an imposing 3
meter high structure, composed of thousands of piled newspapers.
In the pink room [7], the triptych composed of Colpo Mancino (Left Hook), Finto Oro
(Fake gold) and Legami (Bonds) is a reference to the evils of the world.
The course of the exhibit comes to a close in the pompeian toilet [8], with Fault Line, a
video featuring air bubbles rising from an underwater spring created by volcanic activity,
signs of hidden energy which, together with the sounds of the creatures who inhabit deep
sea, transport us into another dimension.

Fuori dal giardino at Villa Pignatelli purports to provide a direct contrast with the domestic
dimension of the house-museum. The exhibit, which has been organized by Studio Trisorio,
is being held under the aegis of the Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico,
Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli e della Reggia di
Caserta.

Special acknowledgement is made to Il Mattino newspaper for having contributed to the creation
with 30,000 newspaper copies for the creation of the work entitled Fuori dal giardino.

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