Installazione di Felice Varini al Castel Dell'Ovo di Napoli

25 maggio - 25 giugno 2002


Nell’ambito delle iniziative artistiche per la Manifestazione Maggio dei monumenti 2002, il Comune di Napoli  in collaborazione con lo Studio Trisorio, propone, per gli spazi esterni  del Castel dell’Ovo, un’installazione realizzata dall’artista svizzero Felice Varini .
L’opera consiste in interventi pittorici su più pareti e su superfici scaglionate del monumento, convergenti nella costruzione prospettica di una forma geometrica semplice e rigorosa, cromaticamente omogenea, che si rivela, in un virtuale piano dell’immagine, solo quando lo spettatore si pone in un punto di vista fisso.
Fuori dal punto di vista stabilito si percepiscono effetti visivi differenti, si vedono frammenti pittorici, segni, distorsioni e marcature sparse nello spazio.
Il pubblico si trova ad interagire direttamente con l’opera, misurandosi con false percezioni ed illusioni iconiche, alla ricerca del punto preciso che gli permetta di riassemblare i segni sulle pareti e ricostruire l’unità formale della figura, in una momentanea ricongiunzione dello spazio tridimensionale della realtà con  quello bidimensionale dell’intervento pittorico.


Felice Varini, attivo sulla scena artistica internazionale dal 1979, ha realizzato numerose installazioni in spazi rappresentativi: nella Chiesa di San Stae a Venezia per la Biennale del 1988, l’installazione permanente al Musèe d’Art Moderne de la Ville de Paris e alla Cité des sciences et de l’industrie, al Centre George Pompidou, nella Chiesa dei Gesuiti di Lione, all’Hotel des Postes di Ginevra, nella Metropolitana di Tolosa, nella Stazione Jean-Jaurés di Parigi, nel Castello di Villeneuve a Vence, al Museo d’Arte Moderna di Tokio, all’Australian Center for Contemporary Art di Melbourn.

Il suo lavoro pur condividendo certi aspetti della Minimal Art e della pittura “materialistico-analitica” è soprattutto volto ad indagare le molteplici possibilità percettive del reale, nell’ intenzione di appropriarsi della realtà piuttosto che di eluderla.