EULALIA VALLDOSERA
PLASTIC MANTRA
Canto di guarigione per le acque marine e l’isola di Capri

Mercoledì 14 dicembre alle ore 19 presso lo Studio Trisorio sarà inaugurata la mostra PLASTIC MANTRA. Canto di guarigione per le acque marine e l’isola di Capri, un progetto site specific dell’artista catalana Eulalia Valldosera che ha lavorato muovendosi nella baia di Napoli tra i Campi Flegrei e Capri.

L’artista ci induce a riflettere sull’inquinamento del mare causato dalla plastica. Considerando l’ecologia come una questione spirituale e l’ambiente come una creatura vivente, la Valldosera esprime la sua denuncia attraverso una manifestazione di luce e bellezza.

L’arte per la Valldosera è un viaggio interiore, un’esperienza d’ascolto dei livelli invisibili della memoria, attraverso il contatto con le energie profonde della materia. L’artista si fa “medium” di queste esperienze ricalcando il modello di figure archetipiche di mediatrici e guaritrici come le sibille e ripercorre fisicamente i luoghi che queste donne avevano vissuto come guidata dalle loro stesse voci. Nel video Il Canto filo conduttore della mostra l’artista riporta i loro messaggi attraverso la sua voce in stato di trance e mediante gesti silenziosi, traducendoli in linguaggio artistico.

Una sibilla o il suo archetipo è evocato da un mantello di plastica che fluttua nello spazio della galleria, come un vestito in attesa di essere abitato da una figura della quale vediamo solamente una corona luminosa che riverbera i suoi bagliori colorati sul soffitto e sul pavimento.

Due fontane con giochi di acqua e luce, realizzate con utensili da cucina, emergono dalla penombra: nella Fonte dell’incontro l’acqua scorre da due ampolle tradizionalmente utilizzate per il vino e l’olio creando un circuito di colori grazie a fasci di luce. Il movimento dell’acqua che si riversa in un terzo contenitore evoca la circolazione dei fluidi e dell’energia nel corpo umano.

La Fonte del perdono è realizzata invece con pentole e piatti di diverse epoche impilati a formare una spirale ascendente fino ad assumere la forma di un vortice: una cascata di acqua luminosa pulisce metaforicamente avanzi di pasti consumati in un tempo passato. I suoni e i riflessi di luce colorata influenzano il nostro corpo e la nostra mente come un mantra di guarigione. Le immagini del video in cui l’artista interagisce con la natura nei luoghi intrisi di storia come l’antro della Sibilla a Cuma o Villa Jovis a Capri, appaiono e scompaiono, alternandosi sincronicamente con la fontana che si accende e si spegne.

Nelle fotografie in mostra l’acqua ritorna ad essere rappresentata come spazio infinito di ispirazione, ma anche come luogo di contaminazione ridotto dall’uomo a ricettacolo di rifiuti inquinanti.

L’acqua è dunque elemento portante della memoria, fonte di vita, sostanza purificante e rigenerante che necessita della nostra attenzione e cura.

La mostra si potrà visitare fino all'11 febbraio 2017.

Biografia
Eulalia Valldosera è nata nel 1963 a Barcellona dove vive e lavora. Ha esposto in diversi musei e gallerie internazionali fra cui il Reina Sofia di Madrid, il museo d’Arte Contemporanea di Montreal e il PS1 di New York. Ha partecipato alla Biennale di Lione (2009), alla Biennale di San Paolo (2004), alla Biennale di Venezia (2001), alle Biennali di Johannesburg e Istanbul (1997),  allo Skulptur Projectsdi Münster, alla Biennale di Sidney (1996). Collabora con lo Studio Trisorio dal 2009 dove ha realizzato le mostre Dependencia Mutua, Family Ties, We Are One Body.


Wednesday, 14 December at 7.00 p.m. at Studio Trisorio, an exhibit entitled PLASTIC MANTRA. Healing Song for the Sea Waters and the Island of Capri by Catalan artist Eulalia Valldosera will be inaugurated. The artist worked on this site-specific project in the Bay of Naples between the Campi Flegrei and Capri.

The artist induces us to reflect on the issue of water pollution caused by plastic. In considering ecology in spiritual terms and the environment as a living creature, Valldosera expresses her condemnation through a display of light and beauty.

For Valldosera, art is an inner journey, an experience which entails hearing the invisible levels of our memories through contact with the profound energy of material. The artist becomes a “medium” of this experience retracing the model of the archetypal figures of mediators and healers such as sibyls and, almost as if guided by their voices, physically revisits the sites where they once lived. In the video Il Canto – the main theme of the exhibit – the artist relates their messages in her own voice in a state of trance and through silent gestures which are translated into the language of art.

A sibyl or her archetype is evoked by a plastic mantle which flutters in the gallery space much in the manner of a dress waiting to be inhabited by a figure of whom we can only see the colourful flashes of a luminous crown reflected on the ceiling and floor.

Two fountains, with plays of water and light realized with kitchen utensils, emerge from the shadows: in Fonte dell’incontro, water flows from two ampullae traditionally used for wine and oil which, thanks to swathes of light, creates a circuit of colours. The movement of the liquids, which flow into a third container, is reminiscent of the circulation and energy of the human body. 

On the other hand, Fonte del perdono is composed of an accumulation of pots and dishes dating back to various periods in time and stacked to form an ascending spiral which assumes the form of a vortex: a cascade of luminous water metaphorically cleanses the remains of meals consumed in the past. The sounds and reflections of coloured light influence our bodies and minds like a healing mantra.

The images in a video depict the artist as she interacts with nature in sites permeated in history between the Cumaean Sibyl’s cave and Villa Jovis in Capri which appear and disappear in synchronicity with the fountain whose waters alternately flow and remain still.

In the exhibited photographs, water once again represents an infinite source of inspiration but is also depicted as a contaminated site which man has reduced to a receptacle for pollution and waste.

Water, therefore, is the fundamental element of memory, the source of life, a purifying, regenerating substance which requires our attention and care.

 The exhibit may be viewed until 11 February, 2017.

Biography
Eulalia Valldosera was born in 1963 in Barcelona where she lives and works. She has exhibited in various International museums and galleries including the Reina Sofia in Madrid, the Musée d'art contemporain in Montreal and the PS1 in New York. She took part in the Lyons Biennale (2009) the San Paolo Biennale (2004), the Venice Biennale (2001), the Johannesburg and Istanbul Biennales (1997), the Skulptur Projects in Münster, and the Sydney Biennale (1996). She has worked with the Studio Trisorio since 2009 where she has realized the Dependencia Mutua, Family Ties and We Are One Body exhibits.